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Il Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica (DISG) ha una storia illustre e una tradizione di eccellenza nella ricerca, nella didattica e nelle attività verso il mondo esterno, che risale al 1873.
Nella ricerca scientifica si distinguono tre aree prevalenti: Meccanica dei Solidi e delle Strutture, Ingegneria Strutturale e Ingegneria Geotecnica.
Gli insegnamenti nelle tre aree sono inseriti in un’ampia gamma di Corsi di Laurea.
Afferiscono al DISG il corso di Laurea in Ingegneria Civile, di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile e di Laurea Magistrale in Gestione del Progetto e della Costruzione di Sistemi Edilizi.
Il Laboratorio Micro e Nanostrutture per la Fotonica, che afferisce alla Divisione Tecnologie Fisiche per la Sicurezza e la Salute del Dipartimento Fusione e Tecnologie per la Sicurezza Nucleare, svolge principalmente attività di ricerca e sviluppo nella fotonica e nelle nanotecnologie.
In particolare, sviluppa sistemi di sensori funzionalizzati, basati su tecnologie in fibra ottica, per il monitoraggio di parametri strutturali ed ambientali su complessi e superfici monumentali, impianti scientifici ed industriali e per applicazioni biomedicali. Si occupa della progettazione, realizzazione e caratterizzazione di dispositivi emettitori di luce a multistrato e sviluppo di nuovi rivelatori di radiazione a stato solido per imaging e dosimetria (raggi-X, gamma, neutroni, protoni, etc.). Svolge attività di sintesi, caratterizzazione ottica e spettroscopica e funzionalizzazione di nanomateriali. I principali settori di applicazione riguardano la fotonica, lo spazio, l’energia, i beni culturali e la salute.
Il Laboratorio tecnologie per la Dinamica delle Strutture e la prevenzione del Rischio Sismico e Idrogeologico di ENEA svolge attività di verifiche sperimentali, di materiali e tecnologie, e validazione di modelli numerici con prove sismiche su tavole vibranti, anche di strutture monumentali sottoposte ad interventi di restauro.
Si occupa della verifica del danneggiamento di edifici monumentali, effettua studi sulla riduzione dei rischi legati ai fenomeni naturali e alla mitigazione degli effetti sulle costruzioni di interesse storico-artistico, mediante sistemi antisismici innovativi.
Le attività del Laboratorio Analisi e Protezione delle Infrastrutture Critiche (TERIN-SEN-APIC), afferente al Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili (TERIN), sono orientate, da oltre 15 anni, sullo sviluppo di tecnologie per il monitoraggio e l’analisi del rischio sulle Infrastrutture Critiche (tutte le reti tecnologiche ed energetiche che consentono la produzione e il dispacciamento di servizi essenziali ai cittadini, oltre che le reti di mobilità, stradali e ferroviarie, nonché strutture o edifici considerati strategici o sensibili).
Queste attività vanno dallo sviluppo di soluzioni (in particolare software ed integrazione di dati da fonti diverse nella creazione di database avanzati) a favore di Operatori delle infrastrutture critiche e della P.A. che rivestono competenze e responsabilità dal punto di vista della gestione e protezione di tali reti e infrastrutture.
Il Laboratorio di Strutture del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi Roma Tre ha competenze e attrezzature specifiche per svolgere le attività di sviluppo e sperimentazione su materiali, sistemi di rinforzo ed elementi strutturali.
Ha un’ampia esperienza nel campo dei materiali da costruzione e dei sistemi di rinforzo con tecnologie innovative ed è accreditato per le prove ufficiali di qualificazione e accettazione dei materiali compositi quali FRP e FRCM. Nel laboratorio vengono svolte anche attività di ricerca finalizzate allo sviluppo di metodologie sperimentali innovative, quali ad esempio quelle che fanno uso di sistemi ottici per l’acquisizione degli spostamenti e delle deformazioni mediante correlazione di immagini digitali.
Somma è una società di ingegneria altamente specializzata nella progettazione e produzione di dispositivi di vincolo e appoggio strutturale, giunti di dilatazione per ponti e viadotti e dispositivi antisismici, utilizzabili sia in ambito infrastrutturale sia edile.
Fra i principali risultati si possono citare: un dispositivo per la protezione sismica in acciaio; un giunto in elastomero armato con movimento longitudinale e trasversale per impalcati stradali; un dispositivo a comportamento isteretico da inserire in controventi dissipativi di acciaio per migliorare la risposta sismica degli edifici, tutti coperti da marcatura CE.
Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia nacque nel 1889 per volere di Felice Barnabei, illustre archeologo e deputato del Regno d’Italia, nella splendida villa cinquecentesca fatta edificare da papa Giulio III, Giovanni Maria Ciocchi del Monte, tra il 1550 e il 1555.
Il primo nucleo del museo raccoglieva antichità preromane di popoli come gli Etruschi e gli Italici (in particolare Falisci, Umbri, Latini e Sabini). Nel corso del ‘900 il Museo divenne la sede centrale della Soprintendenza archeologica destinata alla tutela dell’Etruria meridionale, coincidente con l’area occupata da alcune delle più importanti città etrusche: Veio, Cerveteri, Tarquinia e Vulci. Villa Giulia è divenuta così il più importante museo etrusco al mondo, con oltre 6000 oggetti distribuiti in 50 sale su di una superficie espositiva di oltre 3000 m2.
Nel 2016, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è stato dotato di autonomia scientifica e amministrativa ed è stato riconosciuto quale istituto di “rilevante interesse nazionale” per la sua straordinaria storia e importanza culturale.